Gillette:“Noi crediamo nel meglio che un uomo può ottenere”

La nuova comunicazione: “I brand prendono posizione”

Gillette scatena un dibattito alla luce degli scandali “Me Too” con il lancio di una campagna sulla prossima generazione di mascolinità.

Il suo messaggio, che spinge gli uomini a essere migliori, divide gli spettatori ma l’azienda assume una posizione rispetto a un tema controverso.

Proprio quello di cui parlavo nel mio articolo riguardo al cambio di strategie comunicative nel 2019

(Leggi qui: https://bit.ly/2DdVMj5)

Gillette, quindi interviene a proposito del femminismo e prende una posizione al riguardo.

Le aziende cominciano a comprendere che bisogna abbandonare le posizioni neutre per non perdere, come avrebbe detto Moore “la maggioranza precoce e tardiva” e perseguire nelle proprie credenze per essere autentici.

L’annuncio in questione ha suscitato polemiche e plausi chiedendo agli uomini di valutare il loro impatto nella società.

Quello che ha suscitato reazioni è questo annuncio:

È questa la migliore che un uomo può ottenere”?  (riferimento alla rasatura e al comportamento-azione dell’uomo) Si va in un montaggio di clip di molestie sessuali, violenza, bullismo e padri, dicendo loro figli…” I ragazzi sono ragazzi, così sfidando gli uomini delle prossime generazioni a essere migliori in vista delle polemiche MeToo.

Al momento del lancio della campagna, Gary Combe, presidente di P&G Global Grooming, ha dichiarato:

“Tenendosi reciprocamente responsabili, eliminando le scuse per cattivi comportamenti e sostenendo una nuova generazione che lavora per il proprio “meglio” personale, possiamo contribuire a creare cambiamenti positivi che contano per anni a venire. “

 

Combe inoltre ha dichiarato che il marchio abbia la legittimità di parlare di questi temi considerando che è il più grande brand per gli uomini al mondo. Inoltre il marchio del rasoio donerà un milione di dollari ogni anno, alle organizzazioni non profit statunitensi che seguono anche i suoi valori e aiutino gli uomini a comportarsi meglio.

 

La campagna potrà essere criticabile oppure no ma a mio modo di vedere, Gillette ha intuito quale sarà la forza della comunicazione del domani (nonché di oggi).

Il marchio non invade certo un tema distante dal brand, in quanto Gillette ha prettamente un target specifico e commercializza prodotti per uomini da sempre.

L’azienda come dichiara Combe ha il diritto di parlare! Anche rischiando di perdere dei consensi, ma prende inevitabilmente coscienza delle potenzialità di assumere una linea basata sui valori e sull’ autenticità.

I marchi attenti ai cambiamenti si assumono il rischio di cambiare comunicazione e divenire portatori autentici di valori così da porsi al centro di followers che si rispecchiano completamente nel marchio.

I rischi?

Il rischio è il fattore aziendale per eccellenza, se non si rischia anche nella comunicazione non saremo in grado di crescere e resteremo come dice Seth Godin: “Parte del mondo marrone”!

Gillette ha compreso insieme ad altre non molte aziende, che la forza del marchio risiede nei valori reali che trasmette, non in quelli che vogliono accontentare le masse!

Tu da che parte sei!?

Dalla parte della mucca viola o del mondo marrone?

 

Oltre il messaggio

Dobbiamo sottolineare che Gillette parla della tossicità di certi aspetti della mascolinità ma non di tutti ovviamente.

Molti di questi li ritroviamo nei costrutti culturali come gli aspetti dell’identità, quelli limitanti, come: “Non bisogna liberare troppe emozioni, non bisogna far vedere la sofferenza” etc.

Costrutti ormai di retaggi trapassati!

Nel finale a mio avviso Gillette quasi ci dice attraverso gli occhi dei bambini: “Prova a guardare con gli occhi di tua madre”!

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