Canali oscuri!?

Preferiamo condividere con le App private

Grazie ad uno studio di GlobalWebIndex e We Are Social sulle abitudini di condivisione sociale si è scoperto che la maggior parte degli utenti preferisce utilizzare le app private dette anche “oscure” per veicolare contenuti.

Sono stati intervistati più di tremila utenti negli Stati Uniti e Gran Bretagna. Il risultato della ricerca ha riscontrato un vero e proprio passaggio dai canali social aperti a quelli “chiusi”.

Nello specifico, per quanto riguarda i canali di messaggistica privata, a fare la parte del leone è stato Facebook Messenger, con il quale sono stati veicolati l’82% dei contenuti. La piattaforma WhatsApp è stata utilizzata solo per il 56%, mentre Instagram e Snapchat si sono fermati rispettivamente al 34% e al 32%.

Il direttore della ricerca André van Loon, di We Are Social ha così dichiarato:

Questo cambiamento nel comportamento dei consumatori sottolinea quanto il marketing ora passa attraverso i social media e, in particolare, il sociale oscuro. I marchi possono avere una spinta molto superiore alla linea, ma quando si tratta di consumatori che parlano dei brand che preferiscono, delle cose che vogliono o acquistano e seguono le raccomandazioni degli altri, sempre più spesso questo accade grazie alle App private e condividendo link”.

Gli operatori di marketing quindi, sempre più spesso dovranno essere sicuri d’indirizzare e ottimizzare i loro contenuti delle campagne e allo stesso tempo permettere una condivisione facile in modo che gli utenti possano essere liberi di condividerli e gestirli in modo autonomo.

La popolarità e l’aumento delle condivisioni attraverso i canali sociali privati è stata attribuita dal 48% intervistati che dichiarano di sentirsi a proprio agio e poter “essere sé stessi”.

Le agenzie ancora non riescono a sfruttare al massimo questo strumento ma nel panorama futuro risulta essere uno dei più importanti.

Facebook ha compreso velocemente l’importanza del suo canale Messenger che risulta essere il più utilizzato per le condivisioni, importante anche (per sapere di più  https://bit.ly/2YqD6p1  ) per creare connessioni di passaggio tra pubblico e privato.

Lo sviluppo delle chat avverrà anche a livello di struttura, un esempio può essere dato dalle differenze tra Telegram e WhatsApp, pensiamo allo spazio di archiviazione, all’espansione e alla sicurezza, solo per dirne alcune.

Il dato della ricerca ci fa riflettere su alcuni fattori:

  • Il comportamento degli utenti
  • Le nuove possibilità per le aziende di sfruttare questi canali
  • Sul sistema oscuro che nascondono

Il primo e l’ultimo fattore delle volte vanno di pari passo.

Perché dico questo?

Le chat private ci permettono sicuramente di essere spontanei e veicolare i nostri messaggi restando noi stessi, ma le stesse vengono utilizzate anche per comportamenti non del tutto corretti.

Un esempio concreto è dato dai vari gruppi di Telegram che riuniscono utenti con gli stessi obiettivi e passioni!

Ok, starai pensando: “Cosa ci vedi di male”?

Nulla di male, ma molti di questi gruppi sono utilizzati per cause diverse, pensiamo ai round per interagire su Instagram, per aumentare i follower, per mettere like e molto altro.

Le App private avranno una ascesa nel panorama social ma allo stesso tempo verranno sfruttate semplicemente perché creano comunità con lo stesso obiettivo.

 

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