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Facebook: “Perché ti cancella il profilo e applica restrizioni”!?

Le nuove linee guida della Community e la Policy aziendale

In queste ultime settimane si è fatto un gran parlare della decisione di Facebook di oscurare alcuni profili ma nessuno vi dice perché succede questo!

Partiamo dal presupposto che il più grande social al mondo è un’azienda privata che pur rispettando delle regole è legittimata a “fare come gli pare”!

I social network sono in continua evoluzione e le piattaforme devono aggiornarsi costantemente garantendo politiche corrispondenti alle aspettative degli utenti.

In questi giorni Facebook ha delineato i nuovi gli standard della community, stabilendo quello che: “è consentito diffondere o meno”.

Così Facebook:

” L’obiettivo dei nostri standard comunitari è quello di creare un luogo di espressione e dare voce alle persone. Costruire comunità e avvicinare il mondo dipende dalla capacità delle persone di condividere opinioni, esperienze, idee e informazioni diverse. Vogliamo che le persone siano in grado di parlare apertamente dei problemi che li riguardano, anche se alcuni potrebbero non essere d’accordo o trovarli discutibili. In alcuni casi, consentiamo contenuti che altrimenti andrebbero contro i nostri standard comunitari – se è degno di nota e nell’interesse pubblico. Lo facciamo solo dopo aver valutato il valore dell’interesse pubblico rispetto al rischio di danno e guardiamo alle norme internazionali sui diritti umani per formulare queste sentenze “.

 

Risulta evidente che con l’eccezione “se è degno di nota e nell’interesse pubblico” Facebook può lasciare attive alcune discussioni nonostante violino regole effettive.

Quello che bisognerebbe chiedersi a questo punto è: “L’interesse risulta essere pubblico e/o aziendale”?

Prendendo in esame modifiche più specifiche, il magnate dei social network afferma che si concentrerà nel dare voce a tutti, ma implementando delle linee guida che utilizzerà nelle decisioni in merito alla rimozione e alle restrizioni dei contenuti, quali:

  • Autenticità: vogliamo assicurarci che i contenuti che le persone vedono su Facebook siano autentici. Crediamo che l’autenticità crei un ambiente migliore per la condivisione, ed è per questo che non vogliamo che le persone che usano Facebook rappresentino in modo errato chi sono o cosa stanno facendo.
  • Sicurezza: ci impegniamo a rendere Facebook un luogo sicuro. L’espressione che minaccia le persone ha il potenziale per intimidire, escludere o mettere a tacere gli altri e non è consentita su Facebook.
  • Privacy –  Ci impegniamo a proteggere la privacy e le informazioni personali. La privacy offre alle persone la libertà di essere se stesse e di scegliere come e quando condividere su Facebook e connettersi più facilmente.
  • Dignità: crediamo che tutte le persone abbiano pari dignità e diritti. Ci aspettiamo che le persone rispettino la dignità degli altri e non molestino o degradino gli altri.

Risultano evidenti note ambigue come la parola dignità, che Facebook riconosce in una ulteriore nota:

“Riconosciamo che le parole significano cose diverse o influenzano le persone in modo diverso a seconda della loro comunità locale, lingua o background. Lavoriamo sodo per tenere conto di queste sfumature applicando le nostre politiche in modo coerente ed equo alle persone e alla loro espressione”.

In breve, i nuovi valori della community di Facebook forniscono una struttura che permetterà di agire attorno alle attività e ai contenuti, ma difficilmente potrebbero aversi regole concrete.

Nell’applicazione di tali linee dobbiamo tener sempre in considerazione che il team di Facebook gestisce circa 3 miliardi di utenti e non risulta certo semplice capire le priorità di sistema.

Restano a mio parere diverse zone grigie nell’applicazione di queste regole anche perché in ogni Paese esistono norme differenti rispetto al diritto della comunicazione.

Il sistema di regole nazionali, internazionali e del web è ancora molto distante dal poter incidere sui social, oltretutto, non dimentichiamo che Facebook è una azienda privata che rispetta le regole del Paese nel quale ha sede.

Troppe variabili per stabilire in modo preciso quello che dovrebbe o non dovrebbe fare Facebook riguardo le restrizioni e/o chiusura di profili, ma a ogni modo ci fornisce degli elementi che hanno un senso.

Coloro che non comprendono perché hanno visto il loro profilo avere delle restrizioni o essere “bannato”, possono rifarsi alle specifiche linee adottate da Facebook con la consapevolezza che la scelta è sempre di chi gestisce!

Per saperne di più:

Updating the Values That Inform Our Community Standards

 

 

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